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dhalgren
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splinder é in porcoddio manutenzione .
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04.06.2007 nam litteris satis inquinatus est
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28.02.2007 una volta queste cose le dicevo ai conoscenti, ed anche molto seriamente: senonché, nessuno ti crede.
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10.02.2007
ora dopo ora si snocciolano i numeri, i segni... le ricorrenze, si affollano, col loro maggico potere... e se non è questa volta potrà essere l'altra, come per la storia della fine dei tempi, viene viene e poi non viene mai, ma mica demordono, si aspetta un altro po'... tanto non manca molto, lo dicono a chiare lettere... le fasi della luna e tutto il macchinario! del mondo, l'orologgione ticchettante... questo è il tempo, il senso del tempo dentro di me, il fatto... che ormai nessun giorno, nessun minuto è più vergine ma tutto è sacrificato alla memoria, o alle divinazioni, non c'è più l'istante e da ogni punto si irradia... questa attesa... in questa attesa di una rivelazione... in questa attesa... di una rivelazione che... che non si produce... in questa... io non riesco.
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31.01.2007 Poi mi addormento ma continuo a sognare e sogno animali, o cose sporche. Sogno animali pelosi, grandi roditori dai colori pastello, io... non credo che sia appropriato... roditori che pascolano, pacifici. Anche conigli, verdi, cilestrini... carta da zucchero, talvolta rosati... nel prato dall'erba alta due palmi, nei sogni... quasi sempre queste scene tranquille... gironzolano, formano cerchi... e ognuno affonda il viso nel pelame del vicino... è una disperazione! Non so proprio perchè.
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30.01.2007 ma che aspetto.
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16.12.2006 in tanta desolazione, mi consolo meditando un mio speciale malestro verso la svizzera. Che se ne vada a fondo, quella merda d'una svizzera! non ne resti che fangaglia. Svizzera del cazzo. Una volta ho conosciuto una svizzera, si chiamava Vivienne, o Fabienne, e aveva la casa sul lago di Lucern! e il suo hobbi, giuro su cristo, era suonare al piano le melassate di Nyman: di lezioni di piano, giust'appunto; ma con due diti, perchè non sapeva suonare; però s'era impegnata, a fare quella lagna, per cui le riusciva, in un certo senso. Plan plan plàn plàn... e io, che ho suonato i clavicembalisti, le dovevo pure dire che era brava... in francese, perchè lei parlava francese e tedesco. Ossia, sosteneva di parlarli, ma io non ho mai sentito un francese più brutto... di quello degli svizzeri del cantone... tutti nel cantone, me li immagino... a parlare nessuna lingua, un misto... e già che c'eravamo si provò con l'inglese... che almeno quello lo parlano male tutti allo stesso modo, ma non c'era verso di capirsi... tanto valeva tornare al pianoforte! che io non suono senza spartito, perchè non ho mica il talento... so solo leggere la musica, per me è una cosa meccanica... mentre lei altro che Nyman non sapeva, non voleva sapere... ed aveva al suo dito un diamante... già a quell'età, che io mi facevo ancora le puniette... aveva al dito un anello tondo tondo, tutto d'oro bello chiatto, anellone nibelungo, d'oro rosso, custodito dai grifoni... in fondo al fiume dove mi auguro che l'abbia trascinata la piena... in fondo al lago così fine! così educato lago svizzerotto... nel fondo incrostato di ferraglie... di ossa... le ossa dei suoi pari! dei coraggiosi partigiani... rosica formaggi... coi loro mascheroni di legname e i campanelli... a forma di luna, neri, borchiati... come una minaccia... ridicola minaccia... tutto mi torna continuamente. La mia memoria, che suole essere inventiva...
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19.08.2006
andrebbe bene anche un cardillo ma i cardilli il criceto ha le manelle quasi prensili! al criceto sì potrei raccontare ma perchè questa magia funzioni è un luogo terribile questo, dhalgren, ma la tua malizia si infiltrerà in loro, dhalgren,
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28.07.2006 evil Cinque anni fa camminavo con un trolley sopra la tangenziale di Napoli: mi avevano lasciato all'inizio di un curvone. Dopo dieci minuti stati a chiedere un passaggio, capii di fare una ben strana figura e mi vergognai: di essere solo con una valigia sulla corsia di emergenza; così cominciai a camminare.
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14.07.2006 Ho un programmino che fa scorrere a lato le foto di tutta le gente del mondo: ho messo un filtro in modo che non appaiano panorami nè oggetti, cartelli, giuochi o vetrine, animali, niente se non le facce, che passano al ritmo di mille l'ora.
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26.02.2006 l'oro degli scheletri questa è l'ora prediletta, quando la luce entra da settentrione... per modo
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07.01.2006 porco il dio delle piccole cose grande califano... mi mette di umore elegiaco... sarà anche la stanchezza... gennaio e luglio mi sono da sempre mesi disgraziati. le giornate paurosamente si allungano, la luce delle tre somiglia già a quella dell'estate. io non è che ami le brume però questa luce è così razionale il tema del segreto... mentre sto bello e buono mi viene in testa questa frasetta... mentre parlo con gli sconosciuti penso "il tema del segreto"... come se ne dovesse venire qualcosa... aspetta, si, aspetta... spetta che le stelle siano giuste. mi accorgo che anche io ho fatto il rogo dell'epifania... senza volere, beninteso... avevo ritrovato tutta una cassa di vecchie carte della scuola, del liceo, dell'università... un quintale di carte, e non sapendo dove metterlo, l'ho dato fuoco. anche dar fuoco alle cose si è fatto più duro: devi andare in zone desolate, badare che il fumo si veda poco sennò chiamano gente, e soprattutto la carta brucia male, quella pressata dal tempo, intendo. così, il fuocherello stentava e io dovevo riattizzarlo di continuo con un bastone. nel rigirare i fogli, nel rimestare, inevitabilmente ho dovuto guardare, anche leggere... oggi qualcuno mi ha detto che nel suo paese si fa il rogo dell'anno vecchio... lo fanno da un sacco di parti... non sapevo di aver rispettato la tradizione e devo dire che questo rende la cosa più sopportabile, chissà perchè... due ore sono stato per bruciare quelle carte del cazzo... faceva un freddo, la carta brucia, senza calore... sonno stato sempre amante della rocciatura. ho letto da una parte che uno facendo free climbing d'un tratto si è detto: sono un maniaco, questo sono. la consapevolezza l'ha schiacciato allora, inchiodato sulla pietra. è rimasto tre giorni a bere la sua piscia appeso sulla roccia, fulminato dal pensiero di essere un maniaco, un maniaco totale. nella cintura multiuso aveva ramponi e coltelli, la sua mente tornava sempre a quelle lame. la notte, nel gelo, cercava di visualizzare il peso che lo tratteneva: l'idea di essere un maniaco stagliava ombre rotte sul ghiaccio, pareva un dado knor cresciuto a dimensioni inaudite, cosa porosa, minerale, cafferognola pur nel nero, orrenda. l'uomo non poteva più dormire, aveva le braccia intorpidite dal peso: sentiva che nelle vene non scorreva più sangue, che le estremità erano morte come di lebbra. tentò di far leva sul macigno con la sua autostima: questo per tutto il primo giorno; ma l'attrezzo non era adatto e non scalfiva neppure la superficie del dado. il secondo giorno, già per tre quarti immerso nel delirio, l'uomo si ricordò di una sottile lamina di cinismo che portava sempre dietro come portafortuna. la sfilò colle labbra dal bavero, aveva un brutto sapore, e quel seghetto immerse nella carne tenera del gomito, lì dove l'articolazione si complica. non uscì una goccia di sangue, si aprì la carne, ma restava l'osso. durante la seconda notte sognò i figli che non aveva e un giardino in cui una donna annaffiava i roseti; manovrava una pompa verde smeraldino e lui pensò anche io a volte sogno di avere una casa col giardino e quella donna che non conosco ma per cui provo un affetto quieto; peccato. venne l'alba del terzo giorno, chiaro come al solito e freddo. alla luce l'idea d'essere un maniaco appariva ancora più cruda, primordiale, colle sue mani sempre sotto. non aveva mai pianto per tutto il tempo e dubitava di avere ancora dentro abbastanza acqua per farlo. allora lasciò che la disperazione se lo prendesse, le gambe
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28.12.2005 conta il pensiero
quando compri un libro per lei cerchi l'equivalente letterario della comodità praticità convenienza di un mobile svedese. Tolto il gusto personale, restano le caratteristiche oggettive: cerchi una volta tanto il "prodotto buono", quello di cui la gente dice: è buono, è ottimo. Ti accorgi pure che di questo settore, dei libri buoni e adatti, tu non sai granchè, come non sai valutare al tatto la qualità delle stoffe. Questo libro sarà buono, sarà leggibile? o troppo fesso, o troppo poco? siccome di lei non sai nulla, e dire che quasi ci vivevi, devi riferirti ad un ipotetico acquirente medio: in ciò ti aiutano le statistiche di vendita e le classifiche che tanto disprezzavi. Prenderai allora il primo in classifica? chiedi consiglio a qualche persona media, a una commessa:
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12.12.2005 Nel periodo in cui stavo peggio e patecipavo alla lotta tra le forze del male e le forze del peggio, peggio, in quel periodo mi si dava un farmacon, lo psico tòn, che è una cosa da anziani.
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05.09.2005 pelle fuori e maiale dentro certo questi luoghi gialli... una città intera fatta della stessa pietra, alquanto porosa sotto il sole dell'una, sotto... mi è ormai difficile richiamare alla mente le figure. più che pietra sabbia impastata, facile da lavorare. un conto è sognare acque gelide, un altro affondarci... molto freddo, questo mare, non resisti più di pochi minuti... nel panorama piattissimo, costantemente giallo, campi di zucche, merle per l'aria... anche gazze, molte, più grandi che qui... del colore dei cremini, spèrse nel giallo mio colore fortunato, numero, e talismano... del mio nome... l'uomo che attraversa i climi e le regioni cosa sarebbe senza la sua biblioteca... lungo i rami dell'albero della vita crucifissa in basso elefanti e grifoni, alessandro, dragoni; chiome di serpenti, braccia d'uomini come serpenti... albero con più cime, un simbolo pagano tra le vetrate sponsorizzate dalle corporazioni, una nave: una spada, un anello: una piramide onniscente... nelle cappelle mucchi di ossa, tra i più spaventosi le mani e il traforo del bacino... tutto l'albero una lezione di pietra, per la curiosità del buono popolo aguzzino...
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26.06.2005 viaggio ad epidauro su ogni cosa si deve dire una cosa definitiva; di ogni cosa si deve dire quello che è in sè, senza dubbi. Io non mi riesco a scordare il teatro di Epidauro: ne andasse della mia vita, non saprei dire adesso se era tondo o tagliato a mezzo, però risento chiarissimo il vuoto placato di quel viaggio.
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17.06.2005 camere di sangue la camera di sangue può essere un ripostiglio per le torture, come nei libri di Sade, o anche una vagina. Anche il cuore è una camera di sangue e, quanto a questo, anche il cazzo. Ciò che nel corpo consuma più sangue però è il cervello, il vero vampiro. Gli antichi credevano che con tutte le sue circonvoluzioni servisse solo a raffreddare il sangue, ed è così: il sangue parte dalla camera centrale caldo a trentasette gradi e scende di necessità nei lombi, dove resta sempre più inusato. Poi il cervello lo risucchia fino in cima e lo raffredda fino a zero. Il sangue ormai gelido rifluisce nella stanza centrale, dove si mischia col caldo: dalla differenza di temperatura nasce un gorgo orrendo. Non è il cuore che pompa il sangue ma il vortice che gonfia il cuore a intermittenza. Visto dall'esterno, il cuore è come un pugno avvolto nel sangue: al centro del vortice non c'è pressione. Ciò che vi cade esplode dall'interno.
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11.06.2005 cartuline se da maratea prendi verso l'interno invece che il mare puoi sperderti per oltre sei ore tra colline gialliàte. forse israele nel suo momento di grazia somigliava a queste colline quasi nude, ciuffiàte di arbusti viola, di olivi grigi; striate di fuoco già adesso. tra un mese sarà tutta una vampa. anche qui, come nella terra di giuda, il deserto avanza. non c'è un fiume, un rigagnolo, canali neppure. restano i ponti di pietra e sotto le loro volte larghe un metro c'è solo sterpaglia, appena più verde. di botto dietro una curva della via omicida spunta un torrione giallissimo, il più grande torrione di sabbia del mondo. pare di vedere l'aria che se ne porta via le miche, che lo sbriciola un secolo dopo l'altro. così agonizzante, questa terra non è ancora morta. c'è qualche bestia tra le stoppie che frinisce malamente, come una pazzia. ci sono le lucertole e gli insetti di metallo.
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24.05.2005 ma che bella giornata... e che c'è di nuovo al mondo. sai, sai; sai troppo bene il cillo, lo strumento che suona come voce umana. chicco di miglio, vaniglia, vermeglio, gheriglio. la litania degli spostati cresce. a-tìtti tattà tà: lui si credeva un chicco di miglio: temeva di uscire, che lo beccassero gli uccelli. molti anni prima raccoglieva canarini. canaries. cano, canor. e cane viene da canor. come sono delicati i canarini! bisognò nasconderglieli. quando cadevano, li rimpiazzava con altri. chi poteva saperlo? ma bisognò nasconderli, perchè lui vedeva. e quando fu più grande, ebbe paura di suo figlio. giocava coi canàri come aveva giocato coi conigli, i coniglietti di natale. quello guardava, cercava sempre in ogni buco, sotto la terra. che strazio doveva essere per lui quel figlio! vedeva la casa della sua anima crollare. nell'aria piena di sabbia stavano gli occhi chiarissimi il suono come di voce umana.
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03.03.2005 fumava, fumava, e la sera gli dolevano i polmoni. un passo alla volta consumava il tempo e dietro di lui gli errori, le inesatte percezioni, la sbadataggine sprezzante, il calo di zuccheri, la stupidità sua propria scavavano tanti bucherelli nella polpa del destino e preparavano, oh covavano! la catastrofe, come i buchi negli alveoli il tumore, e i buchi nelle vene l'aneurisma, e quelli nella faccia l'abbandono, che è una malattia di buchi, tanti piccoli e vicini, puntinati forellini nelle pareti cellulari, per lo scambio che brucia, acqua e carbonio e nu' poche d'enzimi per la fornace intima, o' mitocondrio! la centrale d'energia, la reazione del suo sè e la tempesta dentro al cranio, delli elettroni. la tensione di una pila alimentata a ciucculata e sevenàp, la pila che era lui e che sull'anodo e il catòdo s'appanava, ionizzava! la puttana ionizzava e scaricava e ogni giorno passava meno corrente, s'ossidavano i poli, maghnietici poli come di pupazzo a calamita, una per la testa e due nel culo, per le gambe, e braccia e mani separate, le mani sopratutto, che aveva belle, lo dicevano tutti.
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28.02.2005 diunar3sainvincibile Per lungo tempo, per anni, la sua strategia s'era ridotta al non esserci. Mentre le cartelle esattoriali si accumulavano sul tavolo, le blandizie della banca, le bollette e la pubblicità dei master... lui non se ne dava per inteso. Fuori casa c'erano tre piccoli gatti, non cuccioli, solo di taglia piccola, e a lui piacevano, ma era allergico, per cui non li toccava. Mangiava soprattutto carne e cioccolata, perchè è facile, e però la grande macchina non si lascia sfuggire una sola delle sue vittime, mancone una, quasi fosse senziente e attiva, guidata da una volontà maligna. Tutte le mattine erano un dono largito dal mistero, dal turpe mistero del mondo. Così gli dicevano la chiesa, la ragione e le viscere, che era un dono equivoco, discutibile dono dell'uno. Lui era nato per campare quattrocento anni prima, tra i ponderosi glossatori della parola, e il mondo attuale gli riservava solo dispetto, dispetto d'altro canto reciproco. Di notte, quando è più
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15.02.05 stanotte mi sono sognato che usavo gem. GEM! chi se lo ricorda, gem? mi "Ripensai alle rondini sotto la gronda della mia vecchia casa, il movimento improvviso della testa dei piccioni, la sorveglianza dei falchi, in alto " il fatto di avere nove anni è una caratteristica che si è staccata da me: oziosamente mi chiedo come potevo essere. Anzi, cosa poteva essere quello. Aveva già delle idee politiche? era felice o no? impossibile dirlo. Guardando da fuori, da qui, io so solo che il suo carattere, fuso nello stampo genetico, s'andava confermando. Tutti gli eventi e ogni cosa, il gem, l'esplosione di Cernobyl, il trasloco, la rivista "Più", il film di Flash Gordon e le cuciture di un pallone, tutti ed ognuno sembravano attaccarglisi addosso come lego, negli incastri opportuni. La pioggia di materia, il fiume, il fiume del reale, non ne cambiava l'essenza, e il tabernacolo della sua anima era già chiuso. Su un basamento nero quattro colonne di roccia porosa: a nord, l'intelletto; a sud l'attesa. A est lo squilibrio e ad ovest, la fame. In cima una guglia di ferro arrogante. Ma lui se ne andava inconsapevole, giocherellava, gli pareva che non ci fosse poi niente di male.
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06.02.2005 dhalgren lo stregone non aveva fede nella magia.
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15.01.2005 è impossibile togliersi dalla mente l'idea che sarà anche stata una tragedia ma adesso dopo l'uragano la spiaggia ha un aspetto migliore, purgata, liscia. qui c'è un po' di sole ma fa talmente freddo che scrivo coi guanti. la caldaia non funziona. mi sfotto di uscire però dovrei, perchè in effetti non ho manco niente da mangiare. dimenticato di fare la spesa.
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07.01.2005 ci vorrebbe una disciplina che invece di aiutare la gente a superare i traumi, che è come aiutarli ad invecchiare o avere fame e sonno, l'aiuti a non superarli, la confermi nel trauma; in der traume.
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01.01.2005 nil mihi vobiscum est "vide in lei quella voluttà del commiato
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26.12.2004 a.i. si accorgeva delle feste dallo spam che aumentava e ammicava colorato più
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13.12.2004 il velo nero e s'è mutato in qualcosa di orrido / col solo nascondersi la faccia.
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10.11.2004 "si pensò che la sua malattia, ancora poco conosciuta,
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27.10.2004 nella grande luminosità del mattino
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